Tutti possono essere lettori di fumetti, nella stessa misura in cui praticamente a tutti piace il cinema e la musica...

Jane Eyre

Il fumetto, questo sconosciuto! O meglio: questo sottovalutato. Proviamo ad avvicinare i lettori a questo genere intervistando una fumettista che si sta facendo strada proprio grazie agli ebook.

L’idea di dedicarsi ai cosiddetti capolavori della narrativa nasce grazie ad una reale passione per la lettura dei classici o vuole essere, grazie alla dose di humour presente nei dialoghi, una sorta di demitizzazione di queste opere?

In realta’ l’idea nasce proprio dai ragazzi di Zandegù che, avendo visto altri miei lavori piu’ o meno umoristici, hanno pensato di propormela.
Ammetto di non essere una grande lettrice di classici e quindi questa sperimentazione mi ha affascinato ed ho accettato di buon grado di rivisitarli in chiave ironica!

I suoi fumetti, editi per la collana di Zandegù “I Bigné”, sono piuttosto brevi. Ha in mente un progetto di più ampio respiro o le piace avere la possibilità di variare rapidamente il soggetto delle sue opere?

Sì è vero, sono molto brevi. Questo per dare proprio l’effetto “bignami” alle storie e soprattutto, essendo opere straconosciute, il tirarla per le lunghe avrebbe rischiato di annoiare…in genere mi piace variare, anche nelle cose che faccio per conto mio, quindi tendo alla brevità, ma ultimamente sto lavorando ad un fumetto mooolto lungo, un progetto che avevo in mente da un po’e che è ancora top secret!

I suoi libri sono disponibili solo in ebook: come concepisce, da lettrice e da fumettista, i nuovi supporti di lettura e le loro potenzialità?

Questa è una bella domanda! Diciamo che prima di Zandegù a malapena sapevo che cos’era un ebook! Non sono proprio una persona al passo con la tecnologia, non ho uno smartphone nè un portatile, diciamo che sono abbastanza oldschool…soprattutto per i fumetti preferisco l’oggetto fisico, ma cosi’ come un appassionato di musica si emoziona davanti a un bel vinile, ma è più una questione di feticismo per l’oggetto secondo me. Una fruizione più facile e veloce ha sempre i suoi lati positivi! Così come oggi gli mp3 ci danno la possibilità di conoscere un sacco di musicisti che magari prima avremmo avuto più difficoltà a reperire dovendo comprare dischi e cd in negozio, così magari gli ebook e le nuove tecnologie in generale daranno più possibilità e mercato al fumetto e alla letteratura in generale!

In Italia si ha l’impressione che il fumetto sia un genere non molto considerato, e che sia una forma d’espressione dedicata principalmente a bambini ed adolescenti.
Quando si ha l’occasione di visitare una libreria all’estero, si coglie invece una dimensione totalmente diversa, sia per la grande offerta di titoli, sia per i contenuti ed i soggetti scelti dagli autori. A cosa si deve, secondo lei, questa diversa concezione del fumetto?

Senza stare a fare analisi di mercato o di marketing, cosa che non saprei comunque fare, la mia personale opinione è che che potenzialmente tutti possano essere lettori di fumetti, nella stessa misura in cui praticamente a tutti piace il cinema e la musica. Ci sono decine di generi, ognuno col suo target, nessuno escluso, ci sono centinaia di autori validi e migliaia di storie da raccontare, così come nel cinema. Questo discorso vale anche per la musica, che è una cosa che mi riguarda da vicino anche questa, avendo un gruppo e girando per la scena DIY (do it yourself).
Ci sono centinaia di artisti e musicisti estremamente validi, ma è una realtà che si regge su persone che lo fanno e se ne occupano per passione, che investono quel poco che possono per portare avanti un discorso che altrimenti morirebbe. Quindi per me non è
un problema legato al fumetto in quanto mezzo artistico, ma di investimento, monetario e culturale, in alcuni campi.

Vi sono alcuni disegnatori celebri a cui si ispira?

Non ci sono autori in particolare a cui mi ispiro. Credo di aver fatto un miscuglio di tutto quello che mi piace.
Da piccola ero appassionata di manga e li copiavo in continuazione. Crescendo ho iniziato ad appassionarmi (e quindi copiare!) fumetti più underground, cominciando dai vari Pazienza, Liberatore, Tamburini fino al fumetto underground americano, in particolare Jamie Hewlett, Daniel Clowes, Peter Bagge, Charles Burns e in generale a tutto quello che ruotava intorno al circuito musicale underground, dalle fanzine autoprodotte alle locandine (che disegnavo e disegno tuttora). Per quanto riguarda lo stile
di colorazione mi ispiro molto a un certo tipo di animazione francese (in particolare Chomet).
In più ho sempre avuto una sorta di venerazione per Leo Ortolani, soprattutto per il suo modo di raccontare e di far ridere, vorrei avere un decimo del suo senso dell’umorismo!

Quest’ultima domanda vuole essere uno spazio dedicato ai suoi consigli di lettura per coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo genere ma che non hanno idea di come orientarsi: quali sono le opere che lei regalerebbe ad un neofita del fumetto?

Magari per iniziare gli farei provare la versione cartacea di qualche cartone animato giapponese che ha amato da piccolo. Non tutti sanno che molti dei cartoni con i quali siamo cresciuti sono tratti da fumetti e che leggere le loro avventure piuttosto che guardarle in tv fa tutto un altro effetto!
Poi sicuramente gli regalerei una raccolta delle strisce di Calvin & Hobbes di Bill Watterson che chiunque almeno una volta nella vita dovrebbe leggere ed è uno di quei fumetti che chiunque puo’ amare incondizionatamente, dai 3 ai 90 anni.
Poi sicuramente Pompeo di Andrea Pazienza, Ranxerox di Stefano Tamburini, Lobo (DC Comics), Tank Girl di Jamie Hewlett, una raccolta di Rat Man, Black Hole di Charles Burns, Odio di Peter Bagge, David Boring di Daniel Clowes, LMVDM di Gipi, Asterios Polyp di David Mazzucchelli, la profezia dell’armadillo di Zerocalcare e tanti tanti altri ma, ops, ho finito i soldi!