L’idea alla base di questa mia nuova opera è stata proprio il voler tendere la mano verso il mondo cinematografico, conferendole un ritmo incalzante, esagerato, quasi da videoclip, da videogame arcade.

Una Notte di Ordinaria Follia

“Battutacce da B-movie, fiumi di proiettili, linguaggio scurrile e quel sovrannaturale spiccio, senza tanti fronzoli, fatto di splatter e improbabili complotti ai danni dell’Umanità” sono gli ingredienti di questa newyorkese notte di ordinaria follia.

Vampiri: nonostante i clichés e le frequenti apparizioni nel cinema e nella letteratura degli ultimi anni, i protagonisti del suo racconto sono ancora loro, le creature succhiasangue che da tempo immemorabile infestano i nostri incubi. Come, e perché, i vampiri continuano ad essere i personaggi privilegiati nel mondo dell’horror e del fantastico ?

Questa è una domanda molto più complessa di quella che potrebbe apparire, per cui cercherò di essere il più possibile sintetico.
Lasciando un momento da parte la moda, o le questioni meramente commerciali, la figura del vampiro è sempre stata, in ambito letterario, l’incarnazione dell’Uomo, o meglio, di un particolare aspetto dell’Uomo. Qualcuno potrebbe dire che si tratta del romanticismo, o della melanconia, dati anche gli esempi degli ultimi anni in questo particolare panorama, ma in realtà parliamo di emozioni ben più basse come la superbia, l’ira e l’ambizione smodata. Probabilmente anche la lussuria, ma in ambiti ben precisi.
Il vampiro è una creatura libera, veramente libera. Libera dalle convenzioni sociali, libera dalle catene della moralità, della vecchiaia e certamente da quelle della legge terrena, la cosiddetta “giustizia”.
Quale altro essere di fantasia può vantare un simile fascino? Uno che si sazia di sangue (letteralmente la vita di un essere umano), che prospera nell’oscurità, che può realmente assistere al corso dei secoli e fissare il mondo dall’alto al basso.
Parliamo di un mostro, perché un’entità di questa portata, che sfugge alle regole della nostra società, sarà sempre vista come tale. E lo vediamo, a scapito degli anni, protagonista centrale del genere horror perché nonostante la sua evoluzione, l’Umanità continua a conservare alcuni dei suoi “attraenti vizi”, fantasie inconfessabili che non possono essere esternate liberamente.
Il vampiro, al contrario, può tutto. Che sia mostruoso o meravigliosamente bello; che sia aristocratico o vagabondo; egli è in grado di imporre la propria volontà. E tutto ciò al prezzo piuttosto esiguo, dato in contesto, della propria umanità.

Una notte di ordinaria follia, nonostante la sua forma breve, è un baule di riferimenti cinematografici con il ritmo veloce di un videogame: come ha inserito all’interno della storia la sua cultura?

L’idea alla base di questa mia nuova opera è stata proprio il voler tendere la mano verso il mondo cinematografico, conferendole un ritmo incalzante, esagerato, quasi da videoclip, da videogame arcade. E dentro questa confezione un po’ nostalgica, forse anacronistica, ecco la figura del vampiro Nik.
Paradossalmente è proprio lui, l’irriverente vampiro Nik, a farsi carico dell’aspetto culturale, a sottolineare costantemente, senza mezzi termini, l’assurdità, la follia di quanto accade pagina dopo pagina.
Battutacce da B-movie, fiumi di proiettili, linguaggio scurrile e quel sovrannaturale spiccio, senza tanti fronzoli, fatto di splatter e improbabili complotti ai danni dell’Umanità: un modo come un altro per rappresentare, degnamente o meno, questo nostro ventunesimo secolo che da un lato guarda al passato e dall’altro mira alla formula “bigger and better”.

La sua opera precedente, Le memorie oscure – Rondò, trae ispirazione dai grandi classici della letteratura gotica del XIX secolo. Cosa l’ha spinta a scegliere New York, l’ambientazione metropolitana per eccellenza, come sfondo di questa vicenda ?

Le memorie oscure – Rondò è un romanzo gotico a tutti gli effetti: cornice elegante, ambientazione ottocentesca e linguaggio forbito.
Una notte di ordinaria follia, al contrario, è un pulp, una sporca storia metropolitana a base di sangue e pallottole. Ed è oggi che prende luogo, nel ventunesimo secolo.
Gli Stati Uniti rappresentano ciò che l’Europa era per l’Ottocento. New York è forse la città moderna più famosa al mondo, teatro degli stereotipi, televisivi e non solo, più amati.
Non si può, credo, creare una storia come la mia e non passare per la Grande Mela.

La protagonista del suo libro è una donna, una neovampira alle prime armi con la sua condizione di immortale. Pensiamo anche al personaggio di Mila Zago, creato da Matteo Strukul, o alla Guerrera di Marilù Oliva: il pulp italiano sta scoprendo le eroine femminili?

La risposta ideale sarebbe un “sì” secco, ma in realtà, tanto nel genere pulp quanto negli altri (siano essi urban fantasy o horror) il panorama continua ad essere non proprio confortante, soprattutto in Italia. Ovviamente ci sono ottime eccezioni, ma scrollarsi di dosso la classica figura femminile apparentemente forte ma sotto sotto subordinata ai personaggi maschili di turno è dura.
I tempi sono cambiati, e credo che tanta gente si sia stufata di queste eroine messe lì solo per spogliarsi, fare sesso stratosferico e venire salvate in extremis dal ragazzone perfetto.

Il finale è piuttosto aperto: conta di dare un seguito alle avventure di Tessa ?

È curioso pensare a Una notte di ordinaria follia come “alle avventure di Tessa”. In realtà il mio obiettivo principale, il mio focus, è sempre stato quel pazzo scalmanato del vampiro Nik, un personaggio quasi troppo sopra le righe per passare per protagonista vero e proprio.
Quindi, per rispondere alla domanda, sì, probabilmente ci sarà un seguito, ma non con Tessa. La sua storia è appena cominciata, ma è la sua storia, una storia tutto sommato classica, prevedibile, adagiata sui binari della vendetta.
Nik invece… Lui è tutt’altro paio di maniche!

Tra i vari film e giochi di ruolo, alla protagonista viene consigliata la lettura delle Cronache dei vampiri di Anne Rice, « solo i primi tre romanzi però, gli altri fanno schifo » : quali altri suggerimenti letterari vorrebbe consigliare ai lettori nel caso in cui anch’essi diventassero dei vampiri?

Questa è una domanda molto divertente! Non posso fare a meno di sorridere!
Non risponderò per Nik, ma io personalmente consiglierei The Southern Vampire Mysteries (nota in Italia come Il Ciclo di Sookie Stackhouse, da cui è stato tratto lo show televisivo True Blood) della scrittrice statunitense Charlaine Harris.

Nel 2014 ha avuto modo di far parte del Libreriamo Book Camp, uno spazio dedicato agli autori emergenti, e quest’anno pubblica un nuovo libro con Nativi Digitali. Come valuta l’evoluzione del panorama editoriale per gli scrittori in cerca di visibilità?

Vorrei poter dire che la situazione è molto migliorata dal 2014, o dalla pubblicazione del mio primo romanzo, ma la verità è che gli autori emergenti come me fanno ancora una fatica incredibile a trovare il proprio spazio e la propria visibilità.
I social network, ormai diffusissimi, danno una mano non indifferente, ma in campo editoriale sono proprio le piccole e medie case editrici, il più delle volte, a fare la differenza. Non mi trattengo dal dire che il futuro passerà quasi certamente da loro, dall’intraprendenza che sapranno dimostrare.
D’altro canto le pubblicazioni digitali hanno permesso di abbattere i costi, sia per gli editori che per i lettori, e gli ebook possono arrivare oggi a un pubblico incredibilmente ampio.