L'autrice di questo libro è la protagonista della storia. È nata nel profondo sud, in provincia di Reggio Calabria, in un piccolo borgo chiamato Gallicianò. Ha vent’anni e vive con la sua famiglia. Non studia e non lavora. Ha iniziato a scrivere per riscattare la sua esistenza, per non dimenticare chi era e per far uscire un po’ della sua vita; per far sì che gli altri si confrontino con lei senza pensare di insegnare niente a nessuno ma solo con il piacere… (more)
L'autrice di questo libro è la protagonista della storia. È nata nel profondo sud, in provincia di Reggio Calabria, in un piccolo borgo chiamato Gallicianò. Ha vent’anni e vive con la sua famiglia. Non studia e non lavora. Ha iniziato a scrivere per riscattare la sua esistenza, per non dimenticare chi era e per far uscire un po’ della sua vita; per far sì che gli altri si confrontino con lei senza pensare di insegnare niente a nessuno ma solo con il piacere di confrontarsi. Le piace ascoltare se stessa e gli altri. È il dialogo interiore di una giovane ragazza, è diretto ad ascoltatori dai quali non aspetta risposta: un soliloquio, un parlare da sola, tra sé e sé. Il libro comincia con un viaggio dentro di sé, parallelamente alla paura. Mary soffre di quell’incertezza che la fa scappare da tutto e da tutti, facendola cadere in diversi buchi, anche quello del disagio interiore che poi apre la porta all'ansia depressiva. È schiva, esitante, ha mille dubbi, ma spesso diventa masochista scegliendo il peggio per sé. Si chiede perché diplomarsi e non sa rispondere; perché non sorride al di fuori del suo mondo che è rappresentato dalla sua famiglia; perché ha paura di stare lontana da casa per diventare indipendente. Forse ha paura del dolore, e a ogni piccolo malessere interiore e fisico inizia a farsi molte domande, per la paura di morire. Ha paura di arrivare di nuovo a perdere la propria identità interiore. foto di copertina di Carmen Salis (carmen.salis@alice.it)
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