Un uomo, un luogo, un secolo: Burle Marx, il Sítio, il Novecento. Un documento e al tempo stesso una denuncia: questo è il libro di G. G. Rizzo, un lungo lavoro di ricerca, paziente e appassionata, condotta sempre su due piani: il primo legato alla vicenda personale di un'amicizia fra il protagonista e l'autore, e il secondo riferito allo studio svolto in modo sistematico e scientifico. Un metodo, non sempre consueto nel mondo dei libri sui giardini dove spesso l'inventiva e lo stupore tendono a prendere il sopravvento sull'analisi, appagandosi di gratificare il lato dell'immaginazione, la tavolozza dei colori e la pittoricità della descrizione per stabilire col lettore una complicità di cose non dette e, troppo spesso, non conosciute neppure da chi scrive. Rizzo ha affrontato coraggiosamente e senza esitazione la materia con assoluto rigore: riordinando le informazioni disponibili (e sono tante), verificandole nel tempo, analizzandole e, doverosamente, giudicandole. È l'applicazione di un metodo scientifico che non solo rende giustizia sia all'opera di Burle Marx e alla sua personalità, ma anche alla complessità e alla profondità della sua formazione. Così il Sítio è stato costruito nel tempo ed è vissuto della quotidianità delle attenzioni di Burle Marx (la sua visita mattutina e serale) e dei suoi collaboratori: ogni pianta, ogni fiore, ogni sasso ha una sua logica e una sua ragion d'essere. Nulla è casuale, tutto è armonico. E come in un giardino perfetto il pensiero, il lavoro, la natura e lo spirito si mescolano con il disegno, le tecniche e le leggende, che trasmettono l'anima delle piante e la loro relazione ancestrale (vorrei dire biblica) con gli uomini. Un luogo così esige rispetto, deve essere tramandato nella sua interezza fisica e spirituale. Mai i termini di integrità e di autenticità - riconosciuti nella convenzione del Patrimonio dell'Unesco e definiti dalla convenzione di Nara - hanno trovato più appropriata collocazione così come la dizione paesaggio vivente evolutivo, che riconosce i beni patrimonio dell'Umanità, può trovare campo di applicazione più coerente: per questo il problema della protezione del Sìtio merita i toni accorati e drammatici usati nel testo [Mariella Zoppi] Giulio G. Rizzo, architetto, è stato professore ordinario di prima fascia presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze prima di Urbanistica e, successivamente, di Architettura del paesaggio. È stato direttore della Scuola di Dottorato di ricerca in Progettazione della città, del territorio e del paesaggio dell'Ateneo di Firenze, coordinatore del Dottorato di ricerca in Progettazione paesistica e coordinatore del Master in Paesaggistica del medesimo Ateneo. Ha scritto in varie riviste tra le quali Controspazio, Paesaggio Urbano e Architettura del paesaggio. Per i nostri tipi ha pubblicato: Tuscia romana. Paesaggio e territorio. Metodi e modelli di valutazione, v. 1-2, 1990; L'attuazione urbanistica (con Umberto De Martino), 1994; Ricchezza e marginalità della città sub-tropicale, 1997; Città globale emetropoli terzomondista. Rio de Janeiro, 2003. Ha inoltre pubblicato Roberto Burle Marx. Il giardino del Novecento, Firenze 1992; Labirinti di memoria, Roma 1992; Paesaggio. Didattica, ricerca e progetti: 1997-2007 (con Guido Ferrara e Mariella Zoppi), Firenze 2007.

Format
EPUB
Protection
DRM Protected
Publication date
March 20, 2016
Publisher
Page count
242
Language
Italian
EPUB ISBN
9788849210750
PDF ISBN
9788849269871
Paper ISBN
9788849219876
File size
22 MB
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