Abbiamo spettacolarizzato il gioco più bello del mondo. Lo abbiamo finanziarizzato. Lo abbiamo corrotto. E adesso è il tempo di riflettere sull’eredità che lasceremo Giocare coincide, nella crescita di un uomo, con l’affinamento delle abilità, della sensibilità, delle emozioni. È insomma rapporto. Come quello che si stabilisce tra padre e figlio. Il calcio diventa allora uno strumento educativo, che trasporta valori da una generazione all’altra, che dà vigore all’efficacia delle regole condivise e alla magia del gioco di squadra, al tifo. È una questione quasi genetica, in fondo: è di padre in figlio che si trasmette la squadra del cuore. È di padre in figlio che si trasmette la passione. Fulvio Paglialunga racconta le storie dei più famosi genitori che hanno lasciato il gioco in eredità ai fi gli – da Cesare e Paolo Maldini a Bruno e Daniele Conti, da Jacky e Stuart Fatton a Valentino e Sandro Mazzola, da Peter e Kasper Schmeichel a Mazinho e Thiago Alcántara – fi no a raccontare cosa sia oggi il pallone in Italia. Perché altre nazioni hanno saputo creare intere comunità intorno al calcio, anche attraverso lo ius soli, mentre l’Italia continua a mettere ostacoli al tesseramento. Perché le Tv possono aiutare e non solo distruggere lo spettacolo. Perché il calcio italiano può risalire solo se torna a essere una cosa di famiglia, un valore. «Mi fermo sempre quando vedo dei bambini giocare a calcio. È un’attrazione irresistibile, per me. Mi torna in mente una frase di Jorge Luis Borges: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”.»

Formato
EPUB
Protección
Watermark
Fecha de publicación
25 de octubre de 2017
Editor
Colección
Número de páginas
257
Idioma
Italiano
ePub ISBN
9788893885225
PDF ISBN
9788893887724
ISBN papel
9788868529468
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