La panchina è un luogo di sosta, un'utopia realizzata. È l'ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. È il margine sopraelevato della realtà, il posto ideale per osservare quello che accade, la gente che si muove, che vive, l'autobus che passa, i piccioni, le nuvole sopra la testa.

Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l'immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Eppure una buona panchina fa sentire al riparo chi vi siede e fa apparire il suo ozio come un'attività di qualità superiore, da intenditore – un po' come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, una zona franca, liberata o salvata, dove il semplice sedersi è già in sé una meditazione. Non è necessario che sia sullo Stelvio o sulla Promenade des Anglais o davanti allo skyline di Manhattan: è la panchina che definisce il centro dell'universo.

Formato
EPUB
Protezione
Protetto da DRM
Data di pubblicazione
05 luglio 2018
Editore
Collezione
Numero di pagine
184
Lingua
Italiano
ePub ISBN
9788858133866
ISBN cartaceo
9788858132661
Dimensioni del file
1 MB
EPUB
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